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Autoctoni è bello. Perché nel mutato scenario i vini del territorio piacciono più di sempre

Un quadro tutto sommato positivo che nella fase del post Covid accentuerà tendenze e abitudini destinate a permanere e a consolidarsi. Lo scenario del vino, dopo un anno di pandemia, come per altri prodotti, vede una decisa propensione nei consumi per le etichette italiane e legate al territorio. Oltre a una ricerca e rinnovata attenzione alla qualità. Tutto questo si spiega anche con un bisogno di sicurezza legato alla territorialità che deriva da un diffuso senso di incertezza da parte del consumatore medio che nel vino italiano sembra ritrovare una garanzia di affidabilità. Selezioni a marchio locale del resto erano già state operate dai gestori in epoca pre Covid ma ora più di sempre l’appeal della territorialità sembra destinato a rafforzarsi.

Prendiamo le Carte dei vini. La loro revisione è stata operata da molti ristoratori italiani per renderle più adatte alle capienze ridotte (per le informazioni che devono sempre essere presenti in carta, leggi qui). Una caratteristica comune in questa operazione di riorganizzazione delle carte dei vini, è stata la tendenza ad aumentare il numero delle etichette locali, preferibilmente quelle della regione o del territorio in cui si colloca il ristorante. Vino italiano dunque ma rigorosamente di qualità per il quale il consumatore chiede all’azienda vinicola di farsi portatrice della sua storia, attraverso il racconto del territorio stesso in cui nasce. La selezione di ZONA va anch’essa in questa direzione con i vini delle Langhe, i bianchi dell’Etna, il Cannonau di Sardegna per non parlare, dal rosso di Montalcino in poi, dei toscani a marchio doc e docg.

Chi ha capito che era il tempo di dare una nuova opportunità al vino (e al proprio business) sono le botteghe di vicinato, ortofrutta, macellerie, salumerie e gastronomie che pur in tempi non stabili di riaperture, hanno investito nella parte enoteca, riorganizzando la proposta di vino e facendola diventare strategica nella vendita off line. Questo mentre tutto il settore enoico di winebar, cantine e enoteche ha fatto dell’ecommerce un canale di vendita altrettanto strategico in tempi in cui gli abituali consumatori hanno cominciato a scegliere le loro etichette on line.

Il consiglio in un momento in cui, complice la bella stagione, sembra tornata la fiducia nella ripresa dei consumi di vino ma non pare definitivamente debellata l’incertezza dello scenario, è di continuare a puntare per la propria wine list su vini provenienti da vitigni autoctoni. Autentici, affidabili, di qualità e resi ancora più intriganti dai diversi metodi di vinificazione.