Approfondimenti

Curiosità e segreti dal mondo HO.RE.CA. e non solo

Bacon al posto dell’ombrellino, è tempo di cocktails alla carne. Aperitivi ma non solo…

bacon cocktail

Tutti l’abbiamo fatto: cocktail non solo come aperitivo o a fine pasto ma durante il pasto, per una rinnovata sintonia che abbiamo piacevolmente fatto riscoprire ai nostri clienti tra ciò che si beve e ciò che si mangia. Se sapevamo che il Gin tonic o il Negroni sono praticamente cocktails perfetti per qualsiasi taglio di carne, non abbiamo tuttavia indugiato quando si è trattato di servire un Mediterraneo o un Margarita con il pollo, il primo adatto a legarsi alla carne bianca grazie alla sua nota acidula ed erbacea, il secondo per la sua leggera acidità. E se per la sua nota amaricante, il White Spring fa coppia con la spalla di maiale triturata, il più conosciuto americano “pulled pork” servito di solito nel panino ma anche come piatto, il BBprime lo abbiamo abbinato con secondi di carne grigliata per la stessa nota amaricante del chinotto e del Pratum che ben si sposa a quella dell’affumicatura.

 

Ora però è tempo di cambiare. Almeno da quando la moda americana dei cocktails alla carne è arrivata anche in Italia. A sdoganarla da noi è stato proprio in questi giorni un bistrot di Monza interamente dedicato alla carne che ha come protagonista della sua drink list, il “Good Manners”. I cocktail di carne si ottengono aggiungendo grassi animali e vegetali a drink a base alcolica. Il Good Manners” è realizzato con bacon e whisky 12 anni della distilleria scozzese Caol Ila, con l’insolita fettina di bacon nel bicchiere al posto del più classico ombrellino. L’ultima tendenza della mixology ha il suo segreto nella tecnica del fat washing, il lavaggio dei grassi sia animali che vegetali in voga nei locali più famosi della mixology newyorkese. La procedura lava i grassi della carne o quelli vegetali, attraverso fusione, miscelazione e separazione tramite congelamento. Così si potrà assaporare il gusto della carne in un cocktail senza bere il grasso animale oppure quello del burro che nel Guatelmalteco T panch, miscela e separa, sempre con la tecnica del fat washing, burro e Zacapa Solera, il rum guatemalteco invecchiato con il sistema solera. In questo cocktail niente riferimenti espliciti alla carne: anche la guarnizione è con foglie di salvia. Per chi ama la gradualità.