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Bombay, l’altra esperienza del gin: distillato di ginepro, ne sentiremo ancora parlare a lungo.

Non smetterà mai di piacere e continuerà a dettare tendenza anche nei prossimi anni. Il gin dà un tocco elegante al Dry Martini e al Negroni, con la tonica rende fresco l’aperitivo e rimane un grande classico della mixology, pur in mezzo al proliferare di ricette nuove e particolarissime. Il gin Bombay si distingue dagli altri per l’infusione a vapore durante la produzione, un metodo abbandonato o mai preso in considerazione da altre aziende proprio per i tempi molto lunghi di elaborazione. L’esperienza diversa che riescono ad offrire questi gin deriva proprio da questo processo di distillazione mediante il quale il vapore dello spirito passa attraverso un cesto posto nella parte più alta dell’alambicco e fuso con il sapore aromatico delle botaniche, diversamente dai gin ordinari che per ottenere il loro sapore, fanno bollire i prodotti botanici direttamente nello spirito.

Il gin Bombay Sapphire è molto adatto alla miscelazione: la sua delicata infusione a vapore consente a ogni ingrediente di esprimere il suo carattere naturale.

Il Gin Star of Bombay è un super premium che aggiunge due botaniche alla ricetta originale del gin Bombay Sapphire, bergamotto calabro e semi di Ambretta provenienti dall’Ecuador, per un aroma intenso e profumato che si sprigiona al massimo con 5 cl di Martini extra Dry (leggi qui per il cocktail Star Martini).

Nell’assortimento di gin ZONA è possibile trovare anche il Bombay Bramble, il nuovo gin audace che diventa Bramble & Tonic se gustato con acqua tonica, uno squeeze di limone e abbondante ghiaccio. Un ottimo cocktail in linea con il periodo autunnale, realizzato con gin Bombay Bramble, il gin ricco ed elegante che ha tutto il sapore delle bacche di lampone e delle more raccolte nel loro punto di massima maturazione.

A proposito di metodi lavorazione caduti in disuso ma in cui la lentezza della produzione rimane ancora un valore aggiunto. Citadelle è unico al mondo grazie al suo lento metodo di distillazione con la fiamma viva che riscalda i piccoli pot still. Non viene distillato tutto l’anno, ma solo tra marzo e novembre con un piccolo alambicco Charentais, di quelli in uso sin dal ‘700. Questo gin è infatti uno dei pochi ad utilizzare un sistema a fiamma aperta, caduto in disuso dopo l’invenzione di metodi meno pericolosi. Produrre questo gin richiede molto tempo, infatti le 19 botaniche rimangono in infusione per 79 ore prima della distillazione e il sistema a fiamma richiede un giorno intero di lavoro (leggi di più nella scheda tecnica).

Se il gin è destinato ancora a restare nei prossimi anni, l’altra grande tendenza che dominerà al bancone sarà quella dei gin alla frutta. Il Gordon’s Sicilian Lemon Gin è una variante che non si presenta troppo dolce ma nemmeno col profilo di un London Dry Gin classico. I limoni siciliani sono perfettamente bilanciati con le botaniche e le note pepate derivanti dalle bacche di ginepro toscane.

Le note agrumate di Sipsmith sprigionano da un gin dal profumo floreale bilanciate da quelle del ginepro. In un bicchiere alto riempito di ghiaccio versare 50 ml di London Dry Gin Sipsmith, aggiungere acqua tonica ben fredda e di alta qualità e guarnire con uno spicchio di lime non spremuto. E un altro perfetto Gin Tonic è servito.