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Cocktails, bar e movida: verso una nuova normalità con i signature drink e i “pronti da bere”

drink

Il ritorno alla nuova normalità ha il sapore di una fiduciosa ripartenza anche per bar e locali della movida. Nel dopo lockdown tengono colazioni e aperitivi: i primi a testimonianza di una tradizione tutta italiana a cui difficilmente si vuole rinunciare, i secondi per merito dei più giovani, da sempre sperimentatori e oggi esploratori consapevoli di una nuova socialità. Se c’è un momento del giorno in cui più si avverte il bisogno di reinventarsi e trovare nuove strategie, quello è il momento del pranzo. Un po’ per effetto dello smart working, un po’ perché la pausa pranzo al bar è consuetudine conviviale meno radicata nella nostra cultura, certamente non al pari della colazione. Ecco allora l’importanza di agire almeno su due fronti: la sicurezza e l’utilizzo di leve promozionali che invoglino i clienti a tornare.

Se per la movida è scontata la gestione al meglio di spazi all’aperto, pur nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale, suggerimenti arrivano sulla possibilità di sfruttare messaggi promozionali personalizzati. La comunicazione è l’altra leva importante per la ripresa: messaggi personalizzati possono essere inviati a chi condivide i dati sulla propria posizione tramite cellulare mentre ai clienti abituali proposte di carte con signature drink che cambiano anche ogni settimana. Tutto ciò sempre sottolineando la sicurezza che il locale offre e il rispetto delle disposizioni ministeriali e regionali.

C’è poi un altro aspetto da considerare per la ripresa di bar e movida nel post emergenza: il delivery drink con cocktails sottovuoto, portati con ghiaccio a casa, pronti da bere magari accompagnati da tacos o tortillas. Oppure imbottigliati con ordini da fare via telefono o tramite i social. Si possono studiare soluzioni integrate con locali vicini come pizzerie che mettono a disposizione la pizza da consegnare con i cocktails. Qualcuno lo sta già facendo e non sono sperimentazioni improvvisate. E’ il bisogno di integrare, di inventare, di rinascere, di trovare soluzioni anche condivise. Se questo tipo di servizio resterà anche dopo questo periodo, non è dato saperlo. Considerato che niente potrà essere più come prima, ci piace pensare che tutto sarà meglio di prima. Ma dipenderà anche dalla nostra capacità di cambiare pelle.