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Come far sopravvivere le attività a conduzione familiare

Nell’universo stellato della ristorazione qualche stella brilla anche se più piccola delle altre. Si tratta delle attività a conduzione familiare. Nonostante le loro dimensioni generalmente ridotte rispetto a grandi catene o altri brand affermati, le imprese a conduzione familiare possono splendere di una luce fortissima: basta solo sapere come accenderla.

 

La rete di imprese in Italia – ma anche in molti altri Paesi europei come Austria, Belgio, Olanda e Spagna – è costituita per oltre l’80% da attività a conduzione familiare. Dalle botteghe di artigiani a bar e ristoranti: si sa che l’Italia riserva una notevole importanza alla famiglia e ai suoi valori, e questo è vero anche sul luogo di lavoro.

 

Vediamo cosa significa gestire in maniera efficace un’impresa a conduzione familiare, scoprendone innanzitutto i vantaggi e gli svantaggi, e fornendo qualche consiglio utile affinché si possa garantirne il successo nel tempo.

 

Gestire un’attività a conduzione familiare: vantaggi e svantaggi

Aprire e gestire un’impresa a conduzione familiare comporta indubbiamente una serie di vantaggi. Innanzitutto, da un punto di vista economico-burocratico, questo modo di fare impresa risulta essere di semplice gestione, grazie anche alle agevolazioni in termini di tassazione e di obblighi di contribuzione previdenziale. Inutile dire poi che i frutti del duro lavoro di questa particolare tipologia di conduzione imprenditoriale possono essere condivisi tra i membri del nucleo familiare stesso, rispettando la quantità e qualità del lavoro svolto, premiando quindi in giusta misura il contributo di ciascuno. Questo senz’altro offre un incentivo a ciascun componente per dare il proprio meglio con l’obiettivo di raggiungere un bene comune, anche per quei cari con cui viene condiviso il luogo e l’orario di lavoro.

Tuttavia, non sempre si tratta di una gestione senza intoppi, e a volte proprio quel legame stretto di parentela che rappresenta uno dei requisiti basilari e imprescindibili per la costituzione e la gestione di un’impresa a conduzione familiare può figurare come un fattore di rischio. Lo stato attuale dimostra con dati statistici quanto questo sia vero: il tasso di mortalità di questo tipo di imprese è molto alto. Vuoi per l’aver mischiato troppo gli impegni lavorativi con quelli di carattere familiare, vuoi per un mancato e/o mal gestito passaggio generazionale, le ricerche più recenti affermano che solo il 50% di questa tipologia di imprese arriva alla seconda generazione e meno del 10% raggiunge la terza.

Analizzando gli elementi dei singoli casi, si può evincere che la causa di questo dato allarmante risiede in due principali motivi.

Innanzitutto, perché il salto generazionale è sempre più evidente e le differenze tra una generazione e l’altra diventano quasi insostenibili da gestire. Famiglie in cui i rapporti si sgretolano a causa di incomprensioni e difficoltà nell’essere flessibili e mentalmente aperti ad accettare i cambiamenti, nuove abitudini che spezzano la tradizione. Una mancanza, in sostanza, di ascolto e flessibilità che porterebbe indubbiamente alla fine di una qualsiasi impresa, anche se non fosse a conduzione familiare.

In secondo luogo, il processo di internazionalizzazione e globalizzazione sempre più accelerato richiede grandi competenze trasversali che non possono essere costruite se non con tanta formazione. Le imprese familiari che oggi falliscono sono quelle che rimangono chiuse a “guardare il proprio orticello” e che non si aprono al mondo che evolve. Sono quelle che si nascondono dietro il “rispetto delle tradizioni” per la pigrizia di non voler accettare che le persone, i loro bisogni e i loro modi di vivere – anche la tradizione stessa – stanno cambiando.

 

Tra tecnologia e formazione: l’evoluzione delle imprese familiari di oggi

Come fare per invertire la rotta di un tale trend e fare in modo che la propria impresa familiare possa sopravvivere ai cambiamenti e al tempo che passa?

In primo luogo, bisogna ricordare che, seppure le giornate lavorative vengano condivise con i parenti, è importante pensare di impostare la gestione dell’attività come se si avessero dipendenti esterni dal proprio nucleo familiare. D’altronde, stiamo pur sempre parlando di un’azienda vera e propria, con obblighi, responsabilità e obiettivi da raggiungere. Per questo risulta essere opportuno e caldamente consigliato procedere con una chiara definizione di quelle che sono le mansioni relative a ciascun membro e il suo ruolo all’interno della struttura aziendale. Organizzare il lavoro dei collaboratori attraverso strumenti di standardizzazione delle attività e dei ruoli, come appunto l’organigramma stesso, il mansionario e il regolamento interno, aiuterà a ottimizzare la gestione dell’attività grazie alla definizione di regole e linee guida che tutti i membri dello staff familiare dovranno rispettare. Nel fare questa operazione occorre procedere con delicatezza: innanzitutto perché richiede una delineazione trasparente, realistica e concretizzabile del modello di business e della sua effettiva traduzione operativa; poi perché bisogna bilanciare bene l’atteggiamento professionale con quello relazionale-emozionale. A proposito di questo, occorre ricordare che è importante riuscire a scindere il più possibile la sfera privata con quella lavorativa e non portare i problemi familiari sul luogo di lavoro, o viceversa. Poter lavorare in armonia è una caratteristica imprescindibile per la buona riuscita di un qualsiasi business, ancor più se a conduzione familiare. Con i nostri parenti ci sentiamo probabilmente più liberi di sbagliare, di comportarci in un modo che non avremmo all’interno di un contesto lavorativo differente. Se questo da un lato può sembrare positivo soprattutto in termini di libertà percepita dai collaborati, dall’altro non dovrà comunque prevaricare la corretta gestione delle attività e dei rapporti con i familiari-colleghi. Ne pagherebbe le conseguenze l’impresa stessa e ne comprometterebbe la sua sopravvivenza nel tempo.

Una seconda valida soluzione che è in grado di garantire, poi, la sopravvivenza di un’impresa a conduzione familiare è data dalla formazione delle nuove leve. Una formazione che accosta al trasferimento del know-how dei collaboratori più senior e della loro esperienza la costruzione e il nutrimento costante di tutte quelle competenze trasversali che risultano ad oggi fondamentali per gestire un’attività, anche nel mondo della ristorazione e dell’ospitalità. Grazie a una ricorrente formazione e a un aggiornamento periodico rispetto alle mansioni che fanno parte della routine lavorativa e dei trend generici che influenzano il mercato, sarà possibile trarre tutti gli spunti utili per ottimizzare la gestione aziendale, rendendola sempre più efficace ed efficiente. Si pensi a un corso di digital marketing, con cui apprendere le tecniche di comunicazione e promozione necessarie per sfruttare le opportunità date dal mondo del web. O ancora a un corso di vendita suggerita, in cui il cameriere più giovane può apprendere come soddisfare al massimo il cliente con un servizio che è in grado anche, al contempo, di incrementare i guadagni dell’attività. Che dire poi di un percorso formativo sullo storytelling e sul menu engineering – o ingegneria del menù –, che permetta a un’attività ristorativa di presentare al meglio la propria offerta?

Il mondo è pieno di sfide, certo, e più che mai oggi questo ci risulta evidente; tuttavia non bisogna mai dimenticarsi anche delle opportunità che esso ci offre. Opportunità di crescita che solo una mente aperta e abituata al cambiamento può cogliere e trasformare in risultati positivi.

Insomma, per sopravvivere come impresa a conduzione familiare occorre ricordarsi che non basta metterci soltanto quel cuore e quella passione che da tempo costituiscono l’elemento portante dell’attività: bisogna riconoscere nella formazione la soluzione a quello che si potrebbe definire un vero e proprio gap strategico.

Anche e soprattutto nel mondo della ristorazione, fatto di dinamiche che corrono veloci dietro ai mutamenti socio-culturali del mercato, occorre sempre ricordarsi che gestire la propria attività con i familiari, che sia essa un bar, un ristorante, una pizzeria d’asporto, è come gestire una vera e propria azienda. Bisogna operare in maniera lucida, essere aperti al cambiamento e all’evoluzione, e stimolare il confronto tra le varie generazioni per dare vita a quel naturale processo d’integrazione che possa garantire la longevità dell’attività stessa.

Bisogna farsi forza su quelli che sono i valori che contraddistinguono le famiglie da una qualsiasi altra squadra aziendale, sulla stabilità dei rapporti, sulla dedizione e sull’orientamento al lungo termine. Insomma, su quelle caratteristiche proprie di ogni nucleo familiare che possano spingere i singoli membri a operare con costanza e fermezza, con moderazione e misura, regolando la scelta sui mezzi e più convenienti, per conseguire il raggiungimento del bene comune, regolato sul legame di affetto e parentela che lega tutti i membri. A questo bisogna aggiungere una buona dose di volontà a rimanere al passo coi tempi, seppur sempre nel rispetto della tradizione e dei suoi antichi valori: una capacità di adattamento e versatilità che impone una crescita professionale e un affacciarsi all’uso delle tecnologie per migliorare sempre di più la gestione e facilitare il passaggio generazionale.

 

In un momento speciale di grande evoluzione come quello che ci prestiamo a vivere, le imprese familiari costituiscono una valida alternativa, proprio per tutti quei vantaggi che abbiamo delineato, soprattutto in termini fiscali. Attenzione però a gestirle in maniera efficiente: bisogna accertarsi di investire le proprie risorse unicamente in quelle attività che risultano produttive e cercare di ridurre al minimo la complessità strutturale e operativa. Bisognerà che ciascun membro rispetti il suo ruolo e quello degli altri, così come le linee guida di comportamento generali che possono essere stabilite in maniera collaborativa ma che dovranno essere seguite alla lettera per il raggiungimento degli obiettivi aziendali, a prescindere dalle questioni personali. In questo caso, la digitalizzazione e la standardizzazione possono tornare utili come strumenti innovativi per aiutare la famiglia a reinventare il proprio modello di business, rendendo l’azienda più efficiente e allineata alle nuove esigenze, verso un futuro solido e sostenibile.