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Con TradeLab verso nuove “nicchie di opportunità”. Il “dopo” ci vuole preparati e consapevoli oggi

Fra le molteplici prospettive di ripresa agognate e annunciate nel 2021 per bar e ristoranti, alcuni driver in particolare sembrano rivendicare una comune base di fondatezza. Nella generale riduzione delle risorse disponibili, la semplicità dei Menu e i prezzi contenuti, è oramai condiviso, sono fra le possibili leve che potrebbero aiutare la ripresa. Ma le prospettive per il 2021 sembrano portare anche in altre direzioni. Secondo Tradelab, azienda che supporta operatori di Industria e Distribuzione nel miglioramento delle proprie performance, fra i possibili driver ci sono anche le cosiddette “nicchie di opportunità”. La capacità, cioè, di caratterizzare le occasioni di consumo, dando nuova forma e nuovo accesso a una esperienza che, con la fase pandemica, da ora in avanti deve fare i conti con un prima e un dopo. Il Fast Gourmet, per esempio, è uno dei trend del food&beverage che sta cambiando la ristorazione di fascia alta. Anche per la ristorazione gourmet, caratterizzare le occasioni di consumo significa proprio questo: essere disposti ad adottare pratiche e soluzioni proprie del fast food come la preordinazione, la riduzione dei tempi di permanenza al tavolo, menu degustazione per una migliore gestione dei coperti.

Per TradeLab la componente del turismo estero è destinata a riprendere. Come si dovranno far trovare i pubblici esercizi quando potranno ritornare appieno con la loro attività? Su quali nuovi elementi dovrà contare il “riavvio di sistema”? Se turismo e enogastronomia sono stati finora legati a doppio filo, niente fa pensare per il “dopo” che non lo saranno ancora. Gli scenari sono cambiati certo. I tavoli dei ristoranti non torneranno a riempirsi subito, l’incertezza permarrà per un certo periodo di tempo ma chi fa ristorazione dovrà farsi trovare pronto. Per esempio con un’offerta, sottolineano da TradeLab, che sia coerente con i territori o che lo sia ancora considerato quanti professionisti finora hanno scelto di puntare sui prodotti espressione dell’identità territoriale.

Sul delivery è già stato detto molto. Dall’analisi di TradeLab sui consumi fatti fuori dai locali, nei mesi fra luglio e novembre 2020 risulta che 1,450 miliardi sono stati fatti con il food delivery e 4 miliardi con l’asporto. L’home delivery sarà fenomeno che ci accompagnerà ancora nel 2021 con tutta probabilità. A fronte di una minore domanda di pause pranzo al bar o alla mensa aziendale, cresceranno le richieste di ordinazioni per il pranzo. Idee su come si trasformerà il ristorante di quartiere sono arrivate dai professionisti del settore: take away e delivery service pensati appositamente per gli Smart Workers, nuovi modelli di cucina che azzereranno costi di affitto, utenze e pulizie.

La fame di socialità sarà prorompente ma anche la stessa socialità nel frattempo sarà cambiata. Farsi trovare preparati per il “dopo” significa avere la consapevolezza oggi che non potremo prescindere da questi due fattori.