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Cosa non buttiamo nel 2021 di questo anomalo 2020? Tre punti fermi e la cura dell’ospite al centro

Cosa ci portiamo di questo anomalo 2020 nel 2021 ora che abbiamo elaborato come da ogni crisi possono nascere nuove chances? Sicuramente la nostra capacità di aver capito come il 2020 ha accelerato fenomeni in essere, la digitalizzazione, la necessità di realtà “allargate” nel campo della standardizzazione dei processi, per esempio rivisitando il Menu, attività quest’ultima frutto anch’essa di una ricerca di alto spessore tecnologico. E poi il valore della relazione che abbiamo imparato a rielaborare, spinti da una pandemia che ci ha costretti a sostituire il contatto fisico all’ordinazione on line, il buongiorno mattutino del solito caffè al buongiornissimo sui social e, tramite i social, alla necessità di mantenere viva la relazione anche durante il lockdown, coinvolgendo in sondaggi, condividendo la ricetta cult del locale, invitando a condividere la propria.

La relazione modificata

Partiamo allora dalla cura dell’ospite, dal farlo sentire ancora più di prima coccolato e ora più che mai sicuro, grazie a nuovi standard di igiene rigorosissimi. E ricordiamo: al tavolo del nostro locale ma anche fuori e dovunque il nostro servizio arrivi ora che abbiamo affinato consegne a domicilio e asporto dei piatti. Nel primo caso ci aiuterà la phygital dining che grazie alla tecnologia ci consentirà di utilizzare menu digitali e di dotare il locale di sensori per una maggiore automazione, contemperando cura del servizio con sicurezza. Nel secondo starà ancora a noi attrezzarsi per presentare bene il piatto che arriverà a casa, cominciando dal packaging fino alle istruzioni su come “rinvenirlo” (non “riscaldarlo” perché anche le parole hanno il loro valore in questa modificata socialità). Non dimentichiamoci quando pensiamo ad “esperienze aumentate” che anche l’aspettativa ora è “aumentata”.

Il menu corto e ben descritto

Anche una scelta fra dieci, otto, cinque portate ma un solo Menu. Meglio ancora il Menu “corto”. I tempi a disposizione per la preparazione sono cambiati in questi mesi, sia a causa della richiesta di cibi da asporto che per alcuni locali è diventato un canale parallelo di vendita, sia per l’incertezza sul volume dei coperti che impone un Menu semplificato, a garanzia di una migliore vendibilità del piatto. Potenziare la descrizione sarà senz’altro una strategia vincente. Occhio ad appesantire troppo però. E poi a proposito di digitalizzazione, spazio al Menu digitale: basterà puntare la telecamera del telefono sul QR Code (sulle pareti del locale, sul bancone all’ingresso o per una maggiore eleganza, su supporti trasparenti in plexiglass nel locale e consultabili anche dall’esterno) e si apre il Menu del giorno. Oppure il Menu usa e getta.

L’offerta del digitale post pandemia

Abbiamo detto che per la digitalizzazione siamo tutti più pronti ora. Dai pagamenti contactless, alle App per gestire ordini sia dal tavolo che da remoto, al Menu digitale. Senza dimenticare la prenotazione on line. Ci aiutano gli strumenti di aziende specializzate nel settore del digitale per il food attraverso gestionali e soluzioni personalizzate. Ma basta anche un buon utilizzo degli strumenti di tutti i giorni, per esempio Whatsapp.