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Fast Gourmet, il mondo del fine dining con logiche e servizi del fast food. Ma sempre esclusivo

Tra i nuovi trend food&beverage della rinascita post Covid, quello del Fast Gourmet è un inedito che sta coinvolgendo per contingenza ma con esiti finora molto promettenti, la ristorazione di alta fascia. Il Fast Gourmet adotta i servizi e le pratiche legate al fast food ma non tradisce le aspettative di una qualità alta del servizio e delle materie prime in cucina. Utilizza strumenti nuovi e sperimenta modalità di ordinazioni che finora hanno contraddistinto le logiche del fast food. Lo raccontano in un dossier Coqtail Milano e Augusto Contract in una ricerca svolta sul territorio milanese e rivolta a 400 consumatori e 40 operatori e opinion leader del settore. Così anche all’interno di ristoranti gourmet, possiamo assistere al sorgere di punti di ordine in touchscreen con l’obiettivo di velocizzare la consumazione. E sempre in ottica di velocizzazione, stanno cambiando i tempi di permanenza al tavolo anche nel ristorante di fascia alta. Non più tempi illimitati ma cadenzati dall’implementazione della prenotazione on line che consente di ordinare i piatti e pagare in anticipo.

In tutto questo assume un ruolo importante il tipo di Menu proposto che nei ristoranti gourmet subisce anch’esso un cambiamento radicale. Alla preordinazione si affianca la scelta di un menu degustazione che permette una migliore organizzazione dei coperti, grazie a una migliore gestione della cucina e alla velocizzazione del servizio. Si tratta di un menu che presuppone sempre un livello di spesa alta perché non rinuncia alla qualità delle materie prime e all’offerta di un’esperienza esclusiva tipica del ristorante fine dining. Ma adotta soluzioni proprie del fast food, a cominciare dalla preordinazione. Il prezzo di ogni piatto in un ristorante stellato è il frutto di ricerca e sperimentazione e questo comporta mantenere la dispensa sempre fornitissima. Ad una cifra fissa il menu degustazione – non il menu del giorno e nemmeno quello della casa – può continuare ad offrire il meglio di ciò che propone il ristorante. Piccoli assaggi di più portate fino al massimo anche di sette. La cucina si organizza meglio e la qualità è salva.

Il modello è realtà e per la ristorazione gourmet oggi l’esperienza non è già più nuova. Come il delivery, fino a non molto tempo fa qualcosa di impensabile per i ristoranti di fascia alta che ora mantengono l’impronta di una gastronomia raffinata ma si aprono alle consegne e in qualche caso anche al ritiro del cibo. Nei mesi di quarantene forzate i consumatori hanno cambiato le loro abitudini. Da questo cambiamento non ne è uscita senza conseguenze alcuna tipologia di ristorazione. Anche per il mondo del fine dining è tempo di un nuovo modello