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Gelato che stupisce, avvolge, protegge. A ciascuno il suo. E la qualità prima di tutto

gelato

Una cosa è la voglia di stupire, un’altra di rispondere a esigenze salutiste. Altro ancora è una cena o un pranzo a base di gelato, dall’antipasto al dolce, naturalmente. Di certo c’è che i gelati dell’estate 2019 sono e saranno tutto meno che scontati. Gusti unicorno tra rosa e azzurro come i colori del corno e la coda arcobaleno del noto cavallino, magari per soddisfare il target dei più piccoli. O gelati vegan, gluten free, o più semplicemente al tè verde o al cacao grezzo, per soddisfare chi cerca il senza lattosio o il senza glutine perché soffre di intolleranze. Linee naturali da una parte, effetti colorati (e non privi di qualche colorante) dall’altra. L’importante è cercare di rispondere alle esigenze di tutti. Se poi la frutta prende la strada degli ortaggi o, per i palati più raffinati, dei fiori, la contaminazione è presto fatta: frutti di bosco e iris o mele, finocchio e lillà.

C’è anche il ritorno all’utilizzo delle spezie e degli oli essenziali per arricchire di aromi la frutta. Zenzero, menta e cannella, il mascarpone aromatizzato e la cioccolata bianca all’essenza dell’anice. Provare per credere.

Poi c’è l’incontro tra gastronomia e gelateria con piatti salati che hanno come base il gelato: non solo abbinamenti gelato e verdure ma anche carni, per esempio col gelato al cocco o col sorbetto al mandarino. Ci voleva l’iniziativa di maestri del gelato e di uno chef sapiente, come è avvenuto per il locale romano, il primo ristorante al mondo a presentare un menu dall’antipasto al dessert, tutto a base di gelato. Ma ci voleva anche l’estro e la sapienza degli italiani, maestri gelatieri, che pur non sottraendosi ad abbinamenti insoliti e molto stravaganti, non rinunciano mai alla qualità.

I piatti originali puntano sempre a non snaturare il gelato. Anzi nell’accompagnamento a prodotti e pietanze, la quantità di zuccheri ne risulta diminuita ed il gusto del gelato sicuramente esaltato.

Un consiglio: se qualcuno decide di replicare l’idea dei tre ideatori del ristorante romano del gelato, assolutamente proibito è prevedere nella carta il gelato come dessert. Anche sul dolce, sono bandite le banalità. Spazio alla fantasia e naturalmente alle competenze.