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Molto più di un’alternativa ai pre dinner. La birra in ascesa inarrestabile. Anche nell’aperitivo!

Definita come la “primavera della birra”, l’ascesa di una delle più antiche bevande prodotte dall’uomo, porta con sé una crescita di consumatori che rafforzatasi durante le settimane di chiusure forzate, si rivela tuttora inarrestabile. Sarà per la freschezza o per la tendenza a gusti più amari e a gradazioni alcoliche più basse, il fatto è che la birra si presta sempre di più e bene per l’aperitivo. In famiglia o nel fuori casa. A bassa o ad alta fermentazione, le birre hanno preso il posto negli ultimi anni dei classici cocktails pre dinner. In taluni casi fino a soppiantarli come alternative uniche da abbinare a bocconcini di pesce, olive all’ascolana, formaggi e fritturine. La tendenza è opera di un pubblico giovane di consumatori sperimentatore di nuovi gusti, con la scelta recente soprattutto di birre regionali e di provenienza territoriale. Poi c’è l’altro fenomeno, la fioritura dei birrifici artigianali. Anch’essi hanno portato la birra a vivere un momento di grande crescita, invogliando il gestore a proporre al suo pubblico un’ampia offerta. I fusti in pet in cui sono disponibili molte birre classiche, rappresentano inoltre una soluzione pratica e sicura, apprezzata da molti proprietari di bar, pub e ristoranti.

Per chi produce e vende birra, una bevanda che rappresenta in questo momento un’opportunità per crescere è rappresentata dagli hard selzer, acqua frizzante alcolica e aromatizzata in lattina, in cui l’alcol può venire anche dal malto d’orzo, come la birra. Si tratta di prodotti a basso tasso alcolico e di calorie che incontrano le scelte dei consumatori in questo momento più di sempre attenti alla salute.

Altro mercato in ascesa è quello della birra analcolica. I trend legati alle nuove abitudini alimentari post pandemia, parlano di una ricerca di prodotti salutari più attenta e la birra rientra tra queste tendenze. Buona, di qualità ma salutare. E la nuova birra “Zero”, zero gradi, zero alcol cioè, entra nelle nuove abitudini di consumo, smarcandosi da qualsiasi stereotipo a favore di un cambiamento tutto all’insegna della salute.

Tutt’altro che birrette come si è pensato per anni ma capaci di sviluppare vere e proprie specialità, così buone da ignorarne la loro caratteristica principale, le birre senza glutine riempiono gli scaffali e sono diventate un fenomeno che per offerta e qualità non ha niente da invidiare alle birre classiche. La domanda di birre senza o a basso contenuto di glutine è in crescita in bar e ristoranti e sempre di più sono le referenze disponibili sul mercato che si fregiano di questo marchio.