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Nel nome la visione e la riconoscibilità del vostro locale. La brand naming da non sottovalutare

E’ come il nome per un figlio: nasce da un’emozione. In più il nome del proprio locale porta con sé un intento descrittivo. Qualcosa che ci rappresenti o ci evochi. Che nasca da un sentimento o da una scelta stilistica ben precisa, la selezione del nome del locale non è mai da sottovalutare. Siamo concentrati sui prodotti e sul tipo di servizio con cui presentarsi e lasciamo per ultimo il nome. Niente di male non fosse che poi la scelta per questioni di tempo, avvenga in maniera superficiale, frettolosa, nient’affatto strategica. La brand naming ci pone davanti esempi molteplici: dai nomi di persona, al numero della strada in cui si trova il locale, ai nomi comuni più o meno originali. Il rischio è di focalizzarsi su qualcosa che non ci rappresenti e nemmeno evochi l’esperienza o il mood che intendiamo offrire. Perché non c’è niente nel nome che sia coerente con il nostro stile o che trasmetta empatia ai nostri clienti.

Partiamo dal cliente: il mio pubblico è un pubblico sofisticato, giovane, fidelizzato? Qualsiasi analisi non può prescindere dal pubblico di riferimento, figuriamoci quella legata alla fase del naming. Il mio progetto è limitato a un solo punto vendita o vuole essere replicabile a livello nazionale o addirittura internazionale? I criteri in quest’ultimo caso devono scaturire da una valutazione a più ampio raggio. Non dimentichiamoci però che qualsiasi scelta deve accendere un’emozione, deve suscitare qualcosa in voi prima di tutto, per poi passare ai vostri clienti, anticipandone la relazione e l’empatia, trasmettendo così quanto quel nome provoca in voi. Se vogliamo scomodare un personaggio chiave della ristorazione italiana, scomparso di recente, pensiamo a quanto il patròn del Cibrèo sia riuscito a tramandare con quel nome: Cibrèo, un ricordo di bambino, in onore dell’intingolo di fegatini e bargigli di pollo che pare venissero cucinati in famiglia per le grandi occasioni. Poco è bastato per fare la storia della cucina fiorentina che ha incantato anche un pubblico internazionale. Autenticità, visionarietà, passione e concretezza: tutto insieme deve saper trasmettere il nome del vostro locale. Per la fretta quindi non c’è posto.

Poi vengono gli adempimenti, quelli da tener ben presente per non incorrere in questioni legali: prestare attenzione a che il nome non sia già usato, in questo consultando i motori di ricerca o se si vuole essere più scrupolosi facendo una ricerca presso la Camera di Commercio; da ciò l’esigenza di renderlo protetto, registrandolo, in modo che non sia oggetto esso stesso di plagio; il nome non deve dar adito a interpretazioni ambigue magari in contesti diversi da quello in cui siamo abituati ad operare, anche in questo caso occorrerà fare una ricerca; infine che sia ben posizionabile on line, non in concorrenza con altri domini o che per una semplice vocale in più o in meno non diventi equivocabile con un altro nome.

Con questa attenzione riuscirete a individuare il nome più vicino al vostro sentire, più autentico e rappresentativo della vostra idea di locale. Da questa attenzione deriverà anche la riconoscibilità che a quel nome sapranno dare i vostri clienti.