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Phygital dining, un ponte fra il mondo fisico e digitale, una nuova dimensione dell’accoglienza

L’interazione fisica è condizione essenziale nella ristorazione anche quando si parla di esperienza sensoriale. E’ un’esperienza dei sensi il racconto della storia che c’è dietro un piatto, lo è il mood di un locale, lo è la presentazione su cui si sofferma il cameriere prima di servire un vino. Ma in tutti questi casi occorre che ci sia l’interazione fisica con il cliente. Se c’è qualcosa che tutti abbiamo imparato a valorizzare in questi mesi, è l’utilizzo della tecnologia per costruire ponti tra il mondo fisico e digitale. Applicato al mondo del fuori casa ha significato, per esempio, prima la prenotazione via email, poi il ritiro del cibo nel locale, prima la prenotazione via App, poi la consegna del cibo a casa. Per ragioni di distanziamento sociale e per le restrizioni imposte alla ristorazione dai vari decreti, la pandemia ha senz’altro contribuito a rafforzare il paradigma “phygital”, crasi fra fisico e digitale. E abbiamo imparato a non percepire più un confine così netto tra le due dimensioni.

Quando torneremo ad accogliere il cliente nel locale in uno spazio più libero da restrizioni, il phygital dining che non è stato una parentesi, continuerà a influenzare la dimensione fisica del percorso del nostro cliente. Come? Per esempio riducendo il più possibile i punti di contatto con il personale di sala attraverso un Menu digitale accessibile con un QR Code. Per il ristoratore sarà più facile tenere aggiornata in questo modo anche la carta dei vini o cambiarla più spesso. Inoltre l’accesso al QR Code consente di richiedere al cliente anche i suoi dati da poter utilizzare per email profilate. Oppure dotando il locale di sensori per una maggiore automazione. E se la tecnologia viene portata direttamente al tavolo, nel vero senso della parola, si può parlare anche di tavoli digitali e interattivi su cui consultare il menu, ordinare e pagare. Oltre alla possibilità di poter navigare in internet.

Non per un’esigenza legata esclusivamente all’igiene, ancor prima della pandemia i bar avevano cominciato a dotarsi di casse automatiche per la gestione dei contanti. Il funzionamento come cassaforte, la gestione dell’incasso senza errori, la sicurezza nel punto vendita, sono stati tutti motivi per dotarsi di una cassa automatica. Oggi più di sempre l’esigenza di non avere contatto diretto con il denaro, è diventata stringente. Anche questa gestione del denaro rientra nella nuova dimensione del phygital dining in cui saremo tutti sempre più immersi. Per questo dobbiamo cominciare fin da ora ad attrezzarci perché passare da una dimensione all’altra sarà, sia per i professionisti della ristorazione che per i clienti, qualcosa che avverrà con sempre maggiore naturalezza.