Approfondimenti

Curiosità e segreti dal mondo HO.RE.CA. e non solo

Riaprono le cucine di bar e ristoranti. Con l’asporto la Toscana fa da apripista per la Fase 2

Takeaway

Dopo il buon risultato del food delivery, la voglia di sperimentare altro era tanta. Così alla formula della consegna a domicilio che già a Pasqua ha risposto molto bene, è arrivata da Fipe Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi la richiesta all’esecutivo di affiancare quella del take away per ristoranti e locali che somministrano alimenti e bevande. In ragione anche del fatto che l’aumentare della domanda di cibi cucinati o pronti da consumare a domicilio, può incontrare da parte di alcuni gestori di esercizi, difficoltà di carattere organizzativo ed economico. La Toscana da venerdì 24 aprile ha fatto da apripista ad altre tre regioni, Abruzzo, Liguria e Veneto, con una ordinanza che consente di vendere cibi da asporto nel rispetto delle nome di sicurezza sanitaria e di distanziamento, così come già sta avvenendo in alcuni paesi europei.

Il vaso di pandora è scoperto e c’è da scommettere che già nelle prossime ore andranno ad aggiungersi alla lista altre regioni italiane. Se queste regioni non vorranno aspettare il 4 maggio prossimo, data che l’ultimo decreto del presidente del Consiglio identifica con la possibilità per ristoranti e bar di vendere cibi da asporto. Cosa significa questo per il mondo della ristorazione? Per i pubblici esercizi quali ristoranti e pizzerie, la vendita di piatti pronti o di altri alimenti per gelaterie, bar e pasticcerie, significa avviare di fatto la cosiddetta Fase 2 che per la ristorazione avrà il suo giorno di riapertura il 1 giugno.

Piatti pronto da asporto che potranno preparare ristoranti e locali e anche attività artigiane, recita l’ordinanza, previa ordinazione on line o telefonica. Si prenota prima perché gli ingressi per il ritiro dei prodotti ordinati devono essere garantiti dagli stessi titolari di esercizio nel rispetto delle regole che vietano assembramenti sia all’esterno che all’interno del locale. Un cliente alla volta quindi per appuntamento e dilazionato nel tempo “assicurando – si legge ancora nell’ordinanza – che permanga il tempo strettamente necessario alla consegna e al pagamento della merce”.

Restano ferme anche nel caso della somministrazione di piatti pronti, il rispetto delle garanzie igieniche offerte per la consegna a domicilio.

Per il consumo di piatti nei locali, invece, dovremo ancora aspettare. L’ordinanza della Regione Toscana lascia ancora sospeso per i ristoranti ogni forma di consumo sul posto.