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Si riparte, dehors e soluzioni green. E picnic experience anche per chi non ha spazi all’aperto

Fra perplessità e tanta voglia di ripartire, l’attività di ristoranti, bar, pizzerie e strutture ricettive, alla ripartenza nella quasi totalità dell’Italia in fascia gialla, si misura subito con l’esigenza di allestire al meglio spazi aperti, dehors, terrazze e gazebo. Mentre ogni Comune propone le proprie linee guida in fatto di autorizzazioni per l’occupazione del suolo pubblico a carattere straordinario per il ristoro all’aperto, le attività che hanno la possibilità di spazi esterni si interrogano per valutare costi e benefici di un nuovo allestimento. C’è chi preferisce aspettare la riapertura totale e non fare investimenti che richiederebbero domande di concessioni ad ampliare superfici esterne che poi, alla ripresa dell’attività all’interno, non sarebbe utilizzate. C’è chi, invece, ha ottenuto l’autorizzazione a mettere sedie e tavolini all’aperto lo scorso anno e potendo mantenere l’occupazione straordinaria già approvata, ha solo da decidere come renderli accoglienti.

Le nuove tendenze en plein air sono sempre più green con scarsa predilizione per il plexiglass a favore semmai di soluzioni verdi, distanziatori sociali fatti di fiori e piante rampicanti, spalliere fiorite quando non di elementi artistici. In contesti storici o piazze questa tipologia di “barriera” è quella che meglio si armonizza con il contesto urbano. A fare da apripista a questa soluzione green è stato un noto florovivaista pistoiese che in modo naturale e sostenibile ha ripensato la modalità a garanzia della sicurezza anti-covid, contribuendo a rendere più belle e green anche le nostre città. Per l’acquisto di piante con questa finalità e per rispettare i protocolli anti covid, è possibile richiedere il credito di imposta “sanificazione”. Soluzioni minimaliste anche in termini economici, sono quelle più ricercate, ombrelloni da parete, vele ma anche atmosfere semplicemente ricreate grazie a un’illuminazione anch’essa amovibile. Questi arredi light meglio si adattano a bar e ristoranti che si affacciano su marciapiedi stretti, privi di piazzette o di aree pedonali da sfruttare.

Poi c’è tutto il mondo della ristorazione rimasto fuori dalla ripartenza a causa della mancanza di spazi aperti. Una formula originale che fa di nuovo tendenza ora è quella del pic nic all’aperto e del pranzo- cestino al sacco come proposta di convivialità per chi desidera il pranzo open air. L’idea di un’esperienza da far vivere all’aperto come ulteriore canale di vendita alternativa al pranzo o alla cena classica, è adatta soprattutto per ristoranti in scenari campestri, cantine, aziende agricole, agriturismi. Ciò non toglie che in un formato gourmet e sostenibile, possa essere proposta anche da bar e ristoranti in scenari urbani o di periferia, come via di fuga dalla città per un’utenza diversa, in cerca di un pasto alternativo al tavolo. Da anni c’è anche un booking on line italiano specializzato, Picnic Chic, che mette in contatto ristoranti che non hanno spazi all’aperto con chi desidera fare un pic nic fuori città. L’impegno del ristoratore sarà offrire prodotti tipici regionali e stagionali, aver tessuto una rete con i produttori locali, puntare a materiali sostenibili.