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Too good To go, la App che fa felici tutti, anche i ristoratori. Zero waste e nuovi clienti

too good to go

Mette in comunicazione consumatori e ristoratori e facendo questo dà la possibilità di acquisire nuovi clienti. La App Too Good To Go è arrivata in Italia da pochi mesi (in Danimarca funziona a pieno ritmo da almeno tre anni) ed è subito sbarcata a Milano. Piace ai ristoratori ma anche alle panetterie, alle gastronomie e agli hotel perché dà garanzia di un guadagno senza chiedere in cambio impegno di iscrizioni, solo una quota sul venduto. Dà soprattutto una mano all’ambiente e facendo questo accredita il locale agli occhi dei clienti come attività sensibile e attenta alla salvaguardia del pianeta.

La lotta agli sprechi alimentari è tutta racchiusa nella parola magica “Magic Box” che magica è anche nel suo significato intrinseco: la borsa il cui contenuto esatto non è conosciuto nemmeno dal cliente fino al momento del ritiro, si riempie a fine giornata con il cibo invenduto, ancora fresco e buono ma che proprio per le sue caratteristiche di freschezza, non può andare in vendita il giorno dopo.

Il cliente scarica la App sul suo smartphone e attraverso la geolocalizzazione, individua l’esercizio più vicino dove passare a ritirare la Magic Box. Prima però dovrà averla prenotata. Panetterie, gastronomie ed alimentari mettono in vendita la “Scatola Magica” nella fascia diurna, i ristoranti dopo cena. Genuino e fresco, tutto deve pensare il cliente, meno che il cibo venduto non sia di qualità. In questo il management della App ha più volte sottolineato come il coinvolgimento del mondo del fuori casa passi da una ricerca selezionata ed “alta”, per i ristoranti e gli hotel anche sopra le 4 stelle.

La App piace al consumatore perché l’offerta non è la solita scontistica ma qualcosa di concreto e piace ai ristoratori perché a fronte di un’iscrizione, si ricevono visite nuove e dunque si hanno nuove opportunità di farsi conoscere e apprezzare. Con la consapevolezza di contribuire a dare una mano vera alla lotta allo spreco alimentare, attraverso una rete in cui possono fare la loro parte produttori, distributori e consumatori. Alla fine ringraziano tutti, l’ambiente, il consumatore e naturalmente il ristoratore e negoziante.