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Contributi a fondo perduto, il calcolo: contano settore, calo del fatturato e totale dei ricavi

09 Novembre 2020

Il nuovo contributo a fondo perduto, previsto dal decreto Ristori, sarà concesso automaticamente ai soggetti che hanno ricevuto il fondo perduto di maggio (e che non lo hanno restituito come previsto dalla circolare dell’agenzia delle Entrate del 21 luglio 2020, n. 22/E), mentre sarà concesso ai nuovi beneficiari dopo la presentazione di un’istanza tramite i canali telematici della stessa Agenzia.

In entrambi i casi, l’ammontare del contributo sarà determinato con le medesime modalità di calcolo, ovvero facendo riferimento a tre grandezze:

  1. la differenza tra il fatturato realizzato ad aprile 2019 e quello conseguito ad aprile 2020;
  2. un coefficiente dimensionale, espresso sulla base del volume dei ricavi realizzati;
  3. un coefficiente settoriale, identificato facendo riferimento alle percentuali contenute nella tabella esposta nell’allegato 1 del decreto Ristori.

Una volta individuati tali valori, il calcolo del contributo spettante si ottiene moltiplicando il minor fatturato descritto al punto 1 per i coefficienti dei punti 2 e 3.

In merito alla definizione dei parametri, il coefficiente dimensionale dovrà essere determinato in relazione all’ammontare dei ricavi (o compensi) realizzati nel periodo d’imposta precedente a quello in corso al 19 maggio 2020 nelle seguenti percentuali:

  1. il 20% se essi non superano € 400.000;
  2. il 15% se sono maggiori di € 400.000 ed inferiori ad € 1.000.000;
  3. il 10% se oltrepassano € 1.000.000.

Diversamente dal fondo perduto di maggio, il nuovo contributo potrà essere assegnato, applicando un coefficiente dimensionale del 10%, anche ai soggetti con ricavi superiori ad € 5.000.000.

Relativamente alla determinazione del coefficiente settoriale, invece, si dovrà fare riferimento alla tabella contenuta nell’allegato 1 del decreto Ristori. La tabella contempla quattro differenti parametri (100%, 150%, 200%, 400%), secondo una scala progettata sulla base del diverso impatto provocato dalle misure di restrizione sulle varie attività (limitazione, chiusura parziale, chiusura totale).

Per le persone fisiche e per i soggetti diversi dalle persone fisiche viene confermato il minimo previsto dal decreto Rilancio, che ammonta rispettivamente ad € 1.000 e ad € 2.000. In tal caso, per determinare il nuovo contributo a fondo perduto occorrerà applicare a tali valori il solo coefficiente settoriale, di cui sopra.

L’ammontare del contributo non potrà, comunque, superare il limite massimo di € 150.000.

Il nuovo fondo perduto genererà ristori variabili dal 10% (per chi applica un coefficiente dimensionale del 10% ed un parametro settoriale del 100%) all’80% (per chi beneficia di un coefficiente dimensionale del 20% e di un parametro settoriale del 400%) del minor fatturato registrato ad aprile 2020 rispetto ad aprile 2019.