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Il decreto rilancio punto per punto

21 Maggio 2020
decreto rilancio

Il decreto Rilancio varato dal Consiglio dei ministri è a tutti gli effetti una manovra finanziaria da 55 miliardi.

Qui una sintesi delle norme di carattere fiscale di maggior interesse.

Erogazioni a fondo perduto

Oltre ai prestiti agevolati, con il decreto Rilancio arrivano erogazioni a fondo perduto. La procedura di richiesta è condizionata a un calo documentabile degli affari, che prevede una determinazione degli importi più leggera per le imprese di più recente costituzione.

Rinvio dei versamenti

Slittano al 16 settembre i versamenti di imposte e contributi sospese nei mesi di marzo, aprile e maggio per imprese e professionisti colpiti dall’emergenza sanitaria e dalle norme di contenimento in vigore dall’8 marzo scorso. Il pagamento potrà avvenire in unica rata o dilazionato in 4 rate di pari importo a partire sempre dal mese di settembre. Non è dovuta la rata dell’Irap in scadenza a giugno (saldo 2019 o primo acconto 2020): il Mef ha chiarito che si tratterà di una vera cancellazione e non di un rinvio.

Cessione dei crediti d’imposta

Possibile cedere – anche in parte e anche alle banche – i crediti d’imposta introdotti per far fronte all’emergenza coronavirus.

Bonus sanificazione e riapertura fase 2

I soggetti esercenti arti e professioni, agli enti non commerciali, compreso il Terzo settore, ed agli enti religiosi civilmente riconosciuti possono richiedere, sulle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e di acquisto di dispositivi di protezione individuale e di tutela della salute, un credito d’imposta pari al 60% per l’anno 2020. Previsto anche un credito d’imposta per la messa in sicurezza dei locali finalizzata alla riapertura.

Iva

Viene prevista l’esenzione da Iva ”temporanea” di una serie di beni acquistati al fine di contrasto dell’epidemia da Covid-19. A regime scatterà invece l’aliquota al 5%.

Compensazioni

Per immettere liquidità nel sistema economico anche a favore delle famiglie favorendo lo smobilizzo dei crediti tributari e contributivi attraverso l’istituto della compensazione nel 2020, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali, non si applica la compensazione tra il credito d’imposta ed il debito iscritto a ruolo. Viene inoltre aumentato da 7oomila euro a 1 milione il limite annuo di crediti compensabili tramite modello F24.

Stop ad atti e cartelle

Il governo blocca la notifica ad imprese e cittadini di circa 30 milioni di atti tra accertamenti e cartelle esattoriali che sarebbe dovuta ripartire dal prossimo 1° giugno e concludersi il 31 dicembre. L’agente della riscossione riprenderà a notificare le cartelle esattoriali a partire dal 1° settembre 2020. Per quanto riguarda gli atti di accertamento o avvisi bonari il Fisco potrà lavorarli entro il 31dicembre 2020. Per la notifica se ne parlerà nel 2021 a partire dal 1° gennaio ed entro il 31 dicembre del prossimo anno.