Notte Rossa: il vino, il Salento - ZONA

Notte Rossa: il vino, il Salento

Puglia, regione accarezzata dal sole tra due mari, l’Adriatico e lo Ionio che, con i suoi 105 mila ettari di superficie vitata, rappresenta la prima regione di produzione i vino: l’attenzione dei produttori verso la produzione, che in passato era rivolta alla quantità, ha ormai raggiunto alti livelli qualitativi con ben 16 “Tre Bicchieri” nel 2020.

La viticoltura in Puglia risale al periodo precedente ai Fenici, prima del 2000 a. C. . Furono tuttavia i commercianti fenici a introdurre nuovi vitigni e tecniche di produzione più sviluppate. Con i Greci, la viticoltura pugliese continuò ad espandersi, fino all’intero periodo dell’Impero Romano e oltre. Nel XIX secolo, la produzione vitivinicola pugliese non si arresta, ma cresce ulteriormente: infatti con la diffusione della fillossera, la produzione vinicola in tutta l’Europa subisce un brusco calo e i commercianti europei, e soprattutto francesi, iniziano ad acquistare consistenti quantitativi di vini pugliesi fino all’arrivo anche qui di questo parassita animale.

I vigneti pugliesi sono dominati in maniera incontrastata dai vitigni a bacca rossa, che ricoprono più dell’80%. I vitigni che regnano nel territorio vitivinicolo della Puglia sono Negroamaro e Primitivo.

Oltre alle 4 Denominazioni di Origine Controllata e Garantita (DOCG), la Puglia include 28 Denominazioni di Origine Controllata (DOC), il più alto numero di DOC in Italia dopo la Toscana.

Terra del Primitivo di Manduria, alle porte di un selvaggio Salento: quella delle lunghe estati e del calore che attraversa le vigne, del vento fresco che soffia la notte tra le campagne.

Mani rosse di contadini per la terra bruciata dal sole allo zenit, da tramonti di fuoco, quando, durante la vendemmia, ripetono l’antico miracolo.

Luna rossa che rischiara le notti di lavoro e colora i vigneti.

NOTTE ROSSA rende omaggio a tutto questo, per raccontare un terroir unico e il lavoro di una comunità.

I vigneti NOTTE ROSSA vengono identificati negli agri più vocati della penisola salentina, oltre 1.500 ettari di vigneti dove vengono allevati vitigni autoctoni di un’assortita gamma di grandi vini. Dalle aree collinari e tendenzialmente argillose del nord tarantino, alto Salento, a circa 150 metri sul livello del mare, provengono le uve bianche, dalle grandi potenzialità e dai risultati sorprendentemente moderni in profumi, finezza ed equilibrio.

Per i rossi iconici, come Primitivo e Negroamaro, la scelta ricade su appezzamenti negli agri dislocati più a sud, aree di terra rossa, di calcare e di sabbia, dove le vecchie piante ad alberello convivono da decenni con gli arbusti della macchia mediterranea, accarezzate dalle sapide brezze che soffiano dal mar Ionio. Una spiccata mineralità naturale che dona struttura agli imponenti rossi da meditazione e freschezza ai delicati e versatili rosati, seducente declinazione dei grandi autoctoni a bacca rossa.

Produrre rosato è un’arte: un lavoro di cesello e di maniacale attenzione soprattutto in cantina durante le operazioni di vinificazione Di tradizione i vini Rosati del Salento erano chiamati Lacrima, perché ottenuti dal primo mosto che fuoriusciva dal dove erano state collocate le uve appena raccolte. Per l’elaborazione dei vini Rosati oggi si applicano principalmente due tecniche: la macerazione breve delle uve con successiva svinatura parziale del mosto (circa il 35% di resa, la tradizionale lacrima) e la pressatura dolce diretta delle uve, con raccolta del mosto di primo sgrondo insieme al mosto da pressione, fino ad esaurimento totale della fase solida delle uve. La vinificazione in Rosato rimane una tecnica molto delicata, e la pratica tradizionale della lacrima la più preziosa, poiché sfrutta la parte più nobile degli acini. Questa tecnica è stata importata al tempo della colonizzazione greca, tramandata ed affinata nel tempo. Possiamo quindi dire che l’enologia nel Salento, in Puglia e in Italia sia probabilmente nata con la produzione di vini rosati.

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PRIMITIVO ROSATO Salento IGP

Rosato da uve Primitivo, fresco, profumato e versatile. Frutta rossa fragrante e una bella mineralità, un colore delicato che seduce già alla vista. Si accompagna ad antipasti all’italiana, zuppe e brodetti di pesce, pesce al cartoccio o al forno, formaggi a pasta semidura anche mediamente stagionati.

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NEGROAMARO Salento IGP

Un 100% Negroamaro affinato in acciaio che libera tutte le sfumature olfattive varietali, dai frutti di bosco alle erbe mediterranee. Un rosso vellutato e corposo con finale lungo e sapido che si abbina a primi piatti robusti, carni in genere, formaggi stagionati.

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PRIMITIVO Salento IGP

Un 100% Primitivo affinato in acciaio che sprigiona tutte le sfumature olfattive varietali, dalla frutta rossa matura alle erbe mediterranee. Un rosso morbido e corposo ma allo stesso tempo di facile beva che si abbina a primi piatti robusti, carni rosse e formaggi a pasta dura.